Tribunale di Napoli, Sez. lavoro, 08.02.2012

Ai sensi dell'art. 2495, secondo comma, c.c., nel testo introdotto dall'art. 4 del D.Lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma del diritto societario), entrato in vigore il 1gennaio 2004, la cancellazione dal registro delle imprese produce l'estinzione della società anche in presenza di crediti insoddisfatti e di rapporti ancora non definiti; la disposizione, non disciplinando le condizioni per la cancellazione, ma gli effetti della stessa, opera retroattivamente e dunque anche con riguardo alle cancellazioni intervenute in epoca anteriori ore alla sua entrata in vigore; pertanto, nel caso in cui la cancellazione sia stata eseguita dopo la notifica dell'atto di appello e tuttavia l'evento non sia stato dichiarato in quel giudizio, è inammissibile il successivo ricorso per cassazione promosso dal liquidatore avverso la sentenza nel frattempo emessa, in ragione della perdita della capacità processuale attuatasi in capo a tale soggetto, il quale risulta privo del potere di rilasciare la procura, affetta quindi da nullità.



 

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