Tribunale di Potenza, 09.02.2012

La contumacia del convenuto, di per sé considerata, non assume alcun significato probatorio in favore della domanda dell'attore; al pari del silenzio serbato nel campo negoziale, esso non equivale ad alcuna manifestazione di volontà favorevole rispetto alla pretesa di controparte, lasciando del tutto inalterata la contrapposizione delle ragioni delle parti in sede di contraddittorio. Ne deriva che a fronte della contumacia del convenuto non possono considerarsi come non contestati i fatti posti dall'attore a sostegno della propria domanda relativamente ai quali persiste l'onere probatorio di quest'ultimo. E così in merito l'attore che agisca per l'adempimento di un'obbligazione, il risarcimento del danno ovvero per l'inadempimento, ha l'onere di provare la fonte del suo diritto ed il relativo termine di scadenza mentre il debitore convenuto è gravato dall'onere della prova del fatto estintivo dell'altrui pretesa, ovvero dell'avvenuto esatto adempimento.



 

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