Tribunale di Trento, 11.02.2012

Nel processo penale, in materia di atti processuali, l'art. 135 c.p.p., comma 2, prevede che, quando il verbale è redatto con la stenotipia o altro strumento meccanico, il giudice autorizza l'ausiliario che non possiede le necessarie competenze a farsi assistere da personale tecnico, anche esterno all'amministrazione della Stato. Il codice regolamenta poi la redazione del verbale in forma stenotipica prescrivendo in particolare che, se lo strumento meccanico impiegato non comporta la immediata impressione di caratteri comuni di scrittura, il relativo nastro è sottoscritto dai soli verbalizzanti. Ne discende che le trascrizioni delle fonoregistrazioni e dei nastri stenotipici di deposizioni testimoniali costituiscono parte integrante del verbale di udienza al quale sono allegate e, pertanto, ai fini della loro validità ed utilizzabilità, è sufficiente la sottoscrizione di detto verbale da parte dell'ausiliario del giudice, senza che occorra la sua sottoscrizione per ogni atto di trascrizione. In particolare bisogna distinguere il verbale riassuntivo, che deve necessariamente essere sottoscritto, a pena di nullità ai sensi dell'art. 142 c.p.p., dall'ausiliario del giudice, dalla trascrizione stenotipica delle udienze, che deve essere unita agli atti del processo insieme ai nastri. In quest'ultimo caso l'omessa sottoscrizione da parte del tecnico non è prevista a pena di nullità, anche perché è sempre possibile procedere ad una rilettura o trascrizione dei nastri allegati agli atti. La mancata sottoscrizione del verbale da parte del tecnico incaricato della stenotipia e della fonoregistrazione, non configura perciò un vizio di nullità.



 

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