Tribunale di Bologna, Sez. III, 13.02.2012

L'indennizzo mira a ristorare il sacrificio dell'interesse altrui ed assolve la funzione riparatoria del pregiudizio arrecato al patrimonio del danneggiato, mentre l'istituto richiamato dall'art. 1381 c.c. per l'ipotesi di inadempimento del promittente non assolve propriamente tale ultima funzione, in quanto il patrimonio del promissario resta del tutto indifferente al fatto che il terzo si obblighi o meno nei suoi confronti, sia perché contrattualmente tenuto nei suoi confronti resta pur sempre il promissario, sia perché la mancata assunzione dell'obbligo da parte del terzo non ne lede un interesse patrimoniale diretto, ma solo l'interesse a veder rafforzato, con l'obbligazione assunta dal terzo nei suoi confronti, il rapporto obbligatorio che già lo lega al promissario. Se è così, la corresponsione dell'indennizzo è dovuta indipendentemente dalla colpa o meno del promissario e consegue al mero fatto della impossibilità di procurare la prestazione promessa. Ogni indagine sulla colpevolezza del promissario è, pertanto, estranea alla logica dell'istituto che in ciò non è, quindi, assimilabile alla clausola penale che ha notoriamente finalità risarcitorie.



 

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