Tribunale di Bologna, 13.02.2012

In seguito alla sopravvenuta modificazione dell'art. 6, comma terzo, D.Lgs. n. 286 del 1998 (T.U. immigrazione) ad opera dell'art. 1, comma ventiduesimo, della legge n. 94 del 2009 il fatto precedentemente commesso dall'imputato ha perduto la originaria rilevanza penale. Ed infatti la norma incriminante nel testo attuale esige che lo straniero esibisca un documento di identificazione ed il permesso di soggiorno, circostanza questa alla quale consegue che il clandestino, irregolarmente presente nel territorio dello Stato, non potrà mai essere in grado di esibire l'ultimo dei menzionati documenti per non aver mai conseguito il medesimo. Deve, pertanto, ritenersi che la novella del 2009 ha circoscritto il novero dei soggetti attivi del reato in esame ai soli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia, in quanto unici stranieri a poter omettere, oltre alla esibizione di un documento di identità anche l'esibizione del permesso di soggiorno o titolo analogo, di cui sono in possesso, con conseguente abolitio criminis per gli stranieri extracomunitari irregolari.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati