Tribunale di Campobasso, 14.02.2012

Merita accoglimento la domanda di risoluzione contrattuale del preliminare di compravendita formulata dal promittente acquirente in relazione all'acquisto di taluni beni immobili di cui, sebbene ne fosse entrato in possesso al momento della stipula del preliminare, chiedeva la restituzione della caparra avendo accertato che gli immobili oggetto di alienazione erano pericolanti. L'inadempimento de qua è imputabile al promittente acquirente che accampa delle scusanti al fine di non addivenire alla stipula del contratto definitivo. Ne consegue che ritenendo la caparra versata al momento della stipula del contratto definitivo quale "penale" e riferendosi la stessa ad un recesso non motivato da inadempimenti bensì da un ripensamento, il recesso della parte che l'abbia versata non comporta il diritto della stessa alla restituzione della somma che il venditore potrà trattenere.



 

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