Tribunale di Milano, Sez. II, 15.02.2012

L'atto di disposizione posto in essere dal debitore, è assoggettabile a revocatoria purché sussista l'elemento oggettivo dell'eventus damni. A tal fine non si richiede che l'atto abbia reso impossibile la soddisfazione del credito essendo sufficiente che abbia causato maggiori difficoltà o incertezza nel recupero coattivo dello stesso, secondo una valutazione ex ante, effettuata con riferimento alla data dell'atto dispositivo, avuto riguardo anche alla modificazione qualitativa del patrimonio del debitore. Ne consegue che nel caso in cui intervenga un atto di disposizione immobiliare, la variazione qualitativa del patrimonio configura il presupposto oggettivo dell'azione proposta e così, nel caso in cui il debitore alieni l'unico bene immobile di cui risulti proprietario, il suo atto deve ritenersi certamente assoggettabile a revocatoria, sussistendone tutti i presupposti del pregiudizio arrecato alle ragioni del creditore.



 

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