Tribunale di Milano, Sez. VIII, 17.02.2012

L'attività di direzione e coordinamento è in sé legittima. Dal che si desume che non esistono precondizioni o requisiti di legittimità, che siano previsti dall'art. 2497 c.c. il quale designa invece solo i limiti di quella liceità. L'inciso "agiscono nell'interesse proprio o altrui" non può essere letto nel senso che la controllante "non deve agire nell'interesse proprio" o, addirittura "deve agire nell'interesse del gruppo o nell'interesse della società del gruppo etero-diretta". La norma va invece letta nel suo complesso come concessiva della possibilità che la controllante agisca anche nell'esclusivo interesse proprio, purché non rechi danno alle controllate o i danni causati siano adeguatamente compensati. Entrambi gli elementi - l'azione della controllante nell'interesse proprio o altrui e la violazione dei principi di corretta gestione societaria e imprenditoriale - sono componenti della complessa fattispecie che designa la responsabilità della controllante verso le controllate.



 

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