Tribunale di Roma, 20.02.2012

L'azione di responsabilità dei creditori sociali nei confronti degli organi della società è soggetta a prescrizione quinquennale, la quale decorre dal momento in cui i creditori sono oggettivamente in grado di venire a conoscenza dell'insufficienza del patrimonio sociale ai fini della soddisfazione dei loro crediti. Tale incapienza, consistente nell'incidenza delle passività sulle attività, non corrisponde alla perdita integrale del capitale sociale, che può verificarsi anche in presenza di un pareggio tra attivo e passivo, né allo stato di insolvenza di cui all'art. 5, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare) essa consiste in una condizione di squilibrio patrimoniale più grave e definitiva, la cui emersione non coincide necessariamente con la dichiarazione di fallimento, potendo essere anteriore o posteriore. L'onere di dimostrare che l'insufficienza del patrimonio sociale si è manifestata ed è divenuta conoscibile prima della dichiarazione di fallimento grava sull'amministratore o sul sindaco che eccepisce la prescrizione.



 

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