Tribunale di Bologna, Sez. III, 20.02.2012

La condotta colposa del danneggiato, rovinato a terra a causa della presenza sul manto stradale di un ostacolo non visibile, per avere il medesimo tenuto una condotta di guida non conforme alla prescritta velocità di percorrenza, può acquistare l'efficacia liberatoria propria del caso fortuito, idonea a recidere il nesso causale tra le condizioni della strada e l'evento lesivo occorso e dunque a mandare esente da responsabilità l'ente proprietario della strada, nella sola ipotesi in cui assuma i caratteri della eccezionalità e della imprevedibilità. In caso contrario l'accertata condotta negligente dell'utente stradale danneggiato può rilevare unicamente in quanto idonea ad integrare il concorso di colpa di cui all'art. 1227, comma primo, c.c. applicabile anche alla fattispecie di cui all'art. 2051 c.c.



 

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