Tribunale di Bologna, 20.02.2012

Elemento essenziale al fine della configurabilità del reato di cui agli artt. 110, 485, 491, 493 bis c.p. (falso testamento olografo) è che il documento di cui si assume la falsità sia sottoscritto. L'apposizione della firma con caratteri in stampatello nella parte del nome non integra la sottoscrizione richiesta dall'art. 602 c.c. e la dichiarazione resa, essendo priva di firma, non è idonea a configurare un testamento olografo. La mancanza di firma impedisce altresì di qualificare la stessa come scrittura privata il cui falso potrebbe rilevare ex art. 485 c.p., trattandosi di dichiarazione di volontà non riconducibile ad alcuno; per il reato in esame deve, pertanto, emettersi sentenza ex art. 129 c.p.p. (Nella specie, dai numerosi documenti allegati ed esaminati nella consulenza tecnica effettuata, era emerso che il testatore firmasse sempre in corsivo).



 

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