Tribunale di Roma, Sez. spec. propr. industr. ed intell., 20.02.2012

La concorrenza sleale per storno di dipendenti, costituisce una delle possibili fattispecie di concorrenza sleale per violazione dei principi della correttezza professionale. Ai fini della configurabilità di tale fattispecie, sono necessari la consapevolezza nel soggetto agente dell'idoneità dell'atto a danneggiare l'altrui impresa ed altresì l'animus nocendi, cioè l'intenzione di conseguire tale risultato. Il semplice passaggio di dipendenti da un'impresa ad un'altra per iniziativa dell'imprenditore concorrente, pur essendo un fatto potenzialmente dannoso per l'azienda che subisce la perdita dei dipendenti, non costituisce di per sé fatto illecito, essendo espressione dei principi costituzionali di libertà di iniziativa economica e di libera circolazione della forza lavoro. Lo storno di dipendenti è vietato, come comportamento di concorrenza sleale, solo se attuato al precipuo scopo di danneggiare l'altrui impresa e, quindi, con modalità tali da palesare, in sé stesse, l'intenzione offensiva del concorrente.



 

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