Tribunale di Roma, Sez. IX, 20.02.2012

Una volta sopravvenuto il fallimento o la liquidazione coatta amministrativa dell'asserito debitore, anche nel corso del giudizio di primo grado, il creditore deve far valere le sue ragioni nelle forme previste dalla Legge Fallimentare (R.D. 16.03.1942, n. 267), in sede di ammissione al passivo, in concorso con gli altri creditori, con conseguente improcedibilità delle domande in precedenza promosse dal medesimo in sede ordinaria, salva 1a sua reviviscenza alla revoca o chiusura del fallimento. Il creditore quindi, il quale non intenda proporre la domanda nelle forme imposte dalla legge fallimentare ed intenda, invece, proseguire il giudizio in sede ordinaria per precostituirsi un titolo da far poi valere nei confronti del fallito tornato in bonis, ma privo di effetti nei confronti della massa, deve espressamente dichiarare di intendere agire non nei confronti della procedura concorsuale, ma dello stesso fallito.



 

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