Tribunale di Pescara, Sez. lavoro, 21.02.2012

Il tratto distintivo del lavoro subordinato (rispetto a quello autonomo) è costituito dalla soggezione del prestatore ad un vincolo tale da comportare la costante messa a disposizione delle proprie energie lavorative così che il datore di lavoro le possa utilizzare (nei limiti di legge e di contratto) a seconda delle proprie esigenze del momento, disciplinandone le modalità di esplicazione con disposizioni specifiche intese a concretare man mano il contenuto effettivo dell'attività da svolgere; attività che si qualifica dunque per un intrinseco carattere di eterodeterminazione e di strutturale inserimento del prestatore nell'organizzazione d'impresa del datore di lavoro. Al contrario, nel lavoro autonomo oggetto del rapporto è l'opera da eseguire, già identificata in origine per il suo contenuto concreto e non per l'astratta disponibilità delle energie necessarie a realizzarla, ed è rimessa, quanto alle più concrete modalità esecutive, alla libera determinazione del prestatore, nei limiti delle direttive di ordine generale eventualmente necessarie alla identificazione ed alla acquisizione dell'opera medesima.



 

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