Tribunale di Roma, Sez. IV, 21.02.2012

Le norme sostanziali che disciplinano gli effetti del pignoramento, si limitano a svolgere un mero richiamo al pignoramento tout court senz'altra precisazione, con la conseguenza che resta aperta all'interprete l'individuazione della natura costitutiva o meramente dichiarativa del pignoramento. La qualificazione della natura della trascrizione del pignoramento, è divenuta, oramai, irrinunciabile, poiché è proprio la qualificazione della funzione, dichiarativa o costitutiva del pignoramento, che produce una diversità di effetti, anche sostanziali, derivanti dalla mancata rinnovazione della trascrizione stessa. Se si propende nel senso di una funzione solo dichiarativa della trascrizione, l'inefficacia di essa trascrizione dovrebbe essere scissa dal pignoramento che conserva la sua efficacia processuale, con la conseguenza che la procedura resterebbe in uno stato di quiescenza ed il giudice dell'esecuzione non può disporre la vendita sino a quando non sia resa la rinnovazione. Se, invece, si ritiene che la trascrizione del pignoramento abbia efficacia costitutiva, la conseguenza della mancata rinnovazione non può non essere la caducazione dello stesso pignoramento inteso come primo atto esecutivo. In questo caso, infatti, il pignoramento sarebbe mancante, per sopravvenuta carenza di un elemento che lo perfeziona. La perdita di efficacia processuale darà luogo all'estinzione dell'esecuzione. Ritiene il Collegio che debba accogliersi la configurazione costitutiva della trascrizione.



 

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