Tribunale di Roma, Sez. I, 21.02.2012

In materia di diffamazione a mezzo stampa, il limite della verità della cronaca giudiziaria viene ad atteggiarsi come fedele corrispondenza della narrazione al contenuto degli atti e degli accertamenti processuali compiuti dalla magistratura al momento in cui la notizia viene diffusa e non già a quanto in seguito verrà accertato. Pertanto, il fatto di cui dimostrare la verità , onde valutare la sussistenza della scriminante, è unicamente la corrispondenza della notizia agli atti di indagine e processuali compiuti nel contesto temporale nel quale le notizie vengono fornite e non l'effettiva colpevolezza dell'indagato. Da ciò discende che, al fine di stabilire l'osservanza dei limiti all'esercizio del diritto di cronaca giudiziaria, deve aversi riguardo alla verità quale risulta al momento in cui la notizia viene diffusa e non già a quanto venga in seguito accertato , apparendo, pertanto, la successiva assoluzione dell'indagato un post factum del tutto ininfluente ai fini del decidere.



 

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