Tribunale di Roma, Sez. IV bis, 22.02.2012

Il pignoramento presso terzi si perfeziona necessariamente al momento della sua notificazione al terzo, e riguardo quindi ai crediti eventualmente a quella data esistenti. Ciò in quanto, secondo l'attuale formulazione dell'art. 543, co. 2, n. 4), il terzo, fuori dai casi in cui l'esecuzione abbia ad oggetto crediti rientranti nella previsione dell'art, 545, c.p.c., non è più tenuto a comparire all'udienza fissata dinanzi al giudice dell'esecuzione, per rendere la propria dichiarazione riguardo all'esistenza ed all'ammontare di propri debiti verso l'esecutato - il che rendeva possibile, nel vigore della precedente disciplina, l'affermazione, ricorrente nella giurisprudenza di legittimità, per cui il pignoramento si sarebbe perfezionato solo colla dichiarazione del terzo, ovvero in caso di omissione o di contestazione della stessa, con l'accertamento giudiziale del suo oggetto ma è invece tenuto a comunicare al creditore procedente la propria dichiarazione, a mezzo di raccomandata, entro dieci giorni dalla notificazione del pignoramento stesso. Ciò che necessariamente presuppone una situazione effettuale già cristallizzata, suscettibile di formare oggetto di immediata e definitiva dichiarazione, alla quale occorre dunque fare riferimento anche in sede di accertamento, ave la dichiarazione stessa sia stata omessa ovvero contestata; mentre i crediti eventualmente venuti ad esistenza in itinere, dopo la notificazione, al terzo, dell'atto di pignoramento, rimangono estranei all'esecuzione, e conseguentemente all'oggetto del relativo giudizio di accertamento dell'obbligo del terzo ex art. 548, c.p.c.



 

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