Tribunale di Roma, Sez. I, 23.02.2012

La scelta tra amministratore di sostegno ed interdizione non può non essere influenzata dal tipo di attività che deve essere compiuta in nome del beneficiario della protezione. Ad un'attività minima, estremamente semplice, e tale da non rischiare di pregiudicare gli interessi del soggetto - vuoi per la scarsa consistenza del patrimonio disponibile, vuoi per la semplicità delle operazioni da svolgere (attinenti, ad esempio, alla gestione ordinaria del reddito da pensione), e per l'attitudine del soggetto protetto a non porre in discussione i risultati dell'attività di sostegno nei suoi confronti - , e, in definitiva, ad una ipotesi in cui non risulti necessaria una limitazione generale della capacità del soggetto, corrisponderà l'amministrazione di sostegno, che si fa preferire non solo sul piano pratico, in considerazione dei costi meno elevati e delle procedure più snelle, ma altresì su quello etico-sociale, per il maggior rispetto della dignità dell'individuo. Per converso, ove si tratti sempre, ovviamente, che il soggetto si trovi "in condizioni di abituale infermità'' che lo renda incapace di provvedere ai propri interessi - di gestire un'attività di una certa complessità, da svolgere in una molteplicità di direzioni, ovvero nei casi in cui appaia necessario impedire al soggetto da tutelare di compiere atti pregiudizievoli per sé, eventualmente anche in considerazione della permanenza di un minimum di vita di relazione che porti detto soggetto ad avere contatti con l'esterno, ovvero in ogni altra ipotesi in cui il Giudice di merito, con una valutazione che compete a lui solo e che è incensurabile in sede di legittimità, se logicamente e congruamente motivata, ritenga lo strumento di tutela apprestato dalla interdizione l'unico idoneo ad assicurare quella adeguata protezione degli interessi della persona. Nella specie, l'assenza di un rilevante patrimonio cia gestire, la tipologia di attività che devono essere compiute per conto dell'amministrato (titolare di un solo reddito da pensione), le sue condizioni di salute ed il suo carattere mite e non oppositivo, unito alla circostanza che il medesimo e stabilmente ospitato presso apposita struttura (che gli fornisce l'ormai imprescindibile assistenza farmacologica, assistenziale ed infermieristica), con uscite limitate e comunque prevalentemente assistite, inducono quindi a ritenere preferibile lo strumento dell'amministratore di sostegno.



 

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