Tribunale di Roma, Sez. III, 23.02.2012

Mentre nell'ipotesi di risarcimento danni da inadempimento contrattuale l'attore deve solo allegare l'altrui inadempimento, presumendosi la colpa, e provare il danno causato da tale inadempimento, nell'ipotesi di responsabilità extracontrattuale la previsione generale di cui all'art. 2043 c.c. presuppone la dimostrazione, da parte del preteso danneggiato, dell'esistenza degli elementi costitutivi della struttura dell'illecito civile sia a livello soggettivo (dolo o colpa) sia a livello oggettivo (condotta, nesso causale fra condotta ed evento di danno, connotato quest'ultimo dall'ingiustizia, causata dalla lesione, non giustificata, di interessi meritevoli di tutela, e danno, che ne consegue). Va ribadito che in ogni caso, sia nell'una che nell'altra ipotesi di responsabilità, ai fini della risarcibilità ex art. 1223 c.c., il creditore o il preteso danneggiato deve allegare non solo l'altrui inadempimento ovvero l'altrui fatto illecito, ma deve anche allegare e provare l'esistenza di una lesione, cioè della riduzione del bene della vita (patrimonio, salute, immagine, ecc.) di cui chiede il ristoro, e la riconducibilità della lesione al fatto del debitore o del danneggiante: in ciò appunto consiste il danno risarcibile, che è un quid pluris rispetto alla condotta asseritamente inadempiente o illecita; in difetto di tale allegazione e prova la domanda risarcitoria mancherebbe di oggetto.



 

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