Tribunale di Monza, 28.02.2012

Incorre nell'imputazione per il reato di resistenza a P.U. il prevenuto che spintoni l'Agente di Polizia Locale e colpisca con un calcio alla gamba sinistra il collega al fine di opporsi al compimento di un atto del loro ufficio. Nel caso di specie, tuttavia, si impone la pronuncia di una sentenza assolutoria nei riguardi del prevenuto in virtù del ragionevole dubbio, quanto al profilo soggettivo, dell'incapacità di intendere dello stesso, affetto da alterazioni psichiche tali da richiedere urgenti interventi terapeutici. La resistenza a P.U. diviene infatti rilevante quando la condotta dell'agente si estrinsechi in una qualsiasi azione intimidatoria o aggressiva idonea a condizionare l'esatta volontà del P.U. intralciandone o precludendone l'opera. L'elemento psicologico richiesto ai fini dell'imputabilità è pertanto, il dolo specifico, prefiggendosi, il soggetto, lo scopo di impedire, attraverso la condotta violenta ed intimidatoria, che il P.U. esegua l'atto del proprio ufficio.



 

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