Tribunale di Taranto, Sez. lavoro, 28.02.2012

L'indennizzo riconosciuto ai soggetti danneggiati da epatiti post-trasfusionali dall'art. 2, co. 2, legge n. 210/1992, consta di due componenti: un importo fisso ex lege (assegno reversibile per quindici anni, previsto dall'art. 1, co. 1, e dall'art. 2, co. 1, stessa legge) e l'indennità integrativa speciale di cui alla legge n. 324/1959; entrambe le componenti dell'indennizzo sono rivalutabili secondo il tasso annuale di inflazione programmata, come previsto dall'art. 2, co. 1, legge n. 210/1992"; ciò, in quanto l'indennità integrativa speciale, entrando a far parte dell'indennizzo inteso nella sua globalità, ne ha acquistato tutte le caratteristiche, ivi compresa quella della rivalutabilità, cosi che non sarebbe logico ritenere rivalutabile solo la prima componente del complessivo indennizzo e non la seconda componente - indennità integrativa speciale - atteso peraltro che quest'ultima, anche se nella sua originaria struttura portava in sè il meccanismo di adeguamento (all'aumento del costo della vita), non lo ha conservato a seguito del c.d. taglio della scala mobile", mentre l'opposta tesi non e in linea con un'interpretazione conforme ai principi costituzionali, giacche la misura dell'indennizzo, se ritenuta non rivalutabile per intero nelle sue componenti, non sarebbe equa rispetto al danno subito, da rapportare al pregiudizio alla salute.



 

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