Tribunale di Firenze, 29.02.2012

Lo scopo della relazione giurata del professionista di cui all'articolo 160, comma 2, legge fallimentare, R.D. n. 267/1942, la quale deve essere redatta con la necessaria diligenza professionale, valutabile con riguardo alla natura dell'attività prestata, è quello di illuminare lo stesso debitore che formula la proposta ed i creditori sulle modalità di risoluzione della crisi con particolare riferimento alla reale concreta situazione patrimoniale e finanziaria ed alla fattibilità del piano concordatario. L'attestatore deve, quindi, individuare i beni sui quali insistono eventuali cause di prelazione ed accertarne il valore di mercato per poi comparare detto valore con il trattamento riservato ai creditori preferenziali dalla proposta e verificare altresì che questi non vengano trattati in maniera deteriore rispetto a quanto potrebbero nel ricevere in caso di liquidazione. L'attestatore, con riferimento al piano concordatario, assolve pertanto ad una funzione di garanzia al fine di evitare che particolari categorie di creditori (quelle più tutelata dalla legge in ragione della causa del credito e delle garanzie acquisite) restino pregiudicate dalla soluzione concordataria.



 

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