Tribunale di Milano, Sez. lavoro, 29.02.2012

Il D.Lgs. 6 settembre 2001, n. 368, si apre ponendo la norma fondamentale dell'art. 1 che da un lato, nel comma 1, indica in termini generali e generici le "ragioni" che possono legittimare l'apposizione del termine. Ma, dall'altro lato, e contestualmente, nel comma 2 richiede che nell'''atto scritto" siano "specificate le ragioni di cui al comma 1". In tal modo e in tali termini, si assicura attuazione effettiva alla Direttiva n. 1999/70/CE, emanata in attuazione dell'Accordo quadro concluso il 18 marzo 1999 fra le organizzazioni intercategoriali e nel quale si considera che "i contratti di lavoro a tempo indeterminato rappresentano la forma comune dei rapporti di lavoro", con espressione ripresa in termini letterali identici nel "considerando" n. 6 delle allegate considerazioni generali.



 

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