Tribunale di Bologna, Sez. lavoro, 01.03.2012

Il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio, dalla esistenza di un pregiudizio provocato sul fare reddituale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto alla espressione ed alla realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Non si rileva, dunque, sufficiente la prova della potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo, al contrario, sul lavoratore non solo di allegare il demansionamento, ma anche fornire la prova ex art. 2697 c.c. del danno non patrimoniale e del nesso di causalità con l'inadempimento datoriale.



 

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