Tribunale di Milano, Sez. lavoro, 01.03.2012

Non può essere consentita la reiterazione del contratto a termine, in assenza di "ragioni obiettive per la giustificazione del rinnovo dei suddetti contratti o rapporti", secondo il primo dei criteri individuati dalla clausola 5 dell'accordo quadro e secondo il successivo punto 7 che precisa che" l'utilizzazione di contratti di lavoro a tempo determinato basata su ragioni oggettive è un modo di prevenire gli abusi". Il succedersi di contratti a termine è considerato infatti una potenziale forma di abuso a danno dei lavoratori (cd. abuso da reiterazione) per prevenire il quale i rinnovi contrattuali o contratti a termine successivi al primo devono essere sorretti da ragioni oggettive, nozione, anche questa, da riferirsi a circostanze precise e concrete che caratterizzano una determinata attività e che, quindi, rispondono necessariamente ad esigenze temporanee. straordinarie o urgenti del datore di lavoro, non finalizzate a soddisfare fabbisogni permanenti e durevoli. Occorre quindi che non vi siano assunzioni in successione salvo che non ricorrano circostanze precise e concrete caratterizzanti una determinata attività, diversamente finendo per avallare una situazione di precariato in astratto senza limiti e comunque in aperto contrasto con le finalità essenziali della direttiva europea.



 

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