Tribunale di Milano, Sez. lavoro, 01.03.2012

A seguito della nuova disciplina introdotta dal D.Lgs. n. 368/2001, non è venuto meno il principio generale per cui l'apposizione del termine al contratto di lavoro è ammessa in via di eccezione rispetto alla generale regola del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, vista la necessaria indicazione per iscritto, per la validità del primo, di specifiche ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo. L'art. 1, D.Lgs. n. 368/2001, a differenza di quanto previsto dall'art. 1, legge n. 230/1962 - là dove veniva richiesta la forma scritta per la semplice apposizione del termine - richiede espressamente la forma scritta per la specificazione delle ragioni tecniche, produttive, organizzative o sostitutive giustificanti l'apposizione del termine stesso. In base alla normativa in esame è quindi necessario, ai fini della legittimità dei contratti a termine, che le ragioni giustificatrici del termine siano effettive e, comunque, specificate per iscritto e di chiara ed immediata percezione per consentire al lavoratore prima e al giudice poi, in caso di controversia giudiziale, la valutazione dell'effettività e della congruità della causali allegate al fine di evitare ipotesi di frode alla legge attraverso l'ingiustificato ricorso a tipologie contrattuali pur sempre ritenute eccezionali rispetto alla regola del rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Esse si identificano con "il raggiungimento di una certa data, il completamento di un compito specifico o il verificarsi di un evento specifico".



 

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