Tribunale di Ivrea, 05.03.2012

Va assolto, per insussistenza dei fatti, il prevenuto imputato per il delitto di violenza sessuale, perché, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, abusando della relazione di prestazione d'opera della p.o. presso la propria abitazione, la costringeva a subire e compiere atti sessuali. In merito all'imputazione de qua si osserva come i fatti narrati, consumati all'interno delle mura domestiche, necessitino di essere sottoposti ad un attento esame essendo, l'unica fonte di prova, le dichiarazioni della vittima e dell'imputato. Ne deriva che le dichiarazioni di costoro devono attentamente valutarsi effettuando un vaglio rigoroso dell'attendibilità intrinseca e della credibilità della stessa quale testimone portatore di un interesse peculiare. Nel caso di specie le contraddizioni evidenziate nel racconto della vittima ed i referti medici discordanti con l'abuso sessuale, non consentono di superare il ragionevole dubbio sull'effettiva consumazione del reato ed in ragione di ciò si impone la pronuncia di una sentenza assolutoria per insussistenza dei fatti.



 

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