Tribunale di Como, 07.03.2012

La nullità di cui all'art. 23 del D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 prevista in caso di inosservanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi investimento è volta a tutelare in via principale (se non esclusiva) l'interesse dell'investitore per il quale la forma scritta è il veicolo di tutte le inforrnazioni occorrenti a delineare l'ambiente giuridico in cui si collocheranno i suoi rapporti con l'intermediario e le sue future scelte di invesitirnento; come tale la nullità in questione da ascrivere tra le nullita di "protezione", non solo è azionabile per espressa previsione di legge dal solo investitore ma è suscettibile di essere da questi sanata attraverso atti formali e espliciti ovvero attraverso fatti che chiaramente rivelino una sua volonta abdicativa del rimedio invalidatorio (nel caso di specie i ricorrenti, sulla base del contratto quadro in relazione al quale è stata chiesta la nullità ai sensi dell'art. 23 TUF, avevano per anni acquistato e negoziato, in modo sistematico, titoli attraverso l'intermediario e beneficiato delle cedole e di ogni altro provento conseguente alle operazioni di investimento effettuate).



 

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