Tribunale di Roma, Sez. VI, 08.03.2012

Ai fini dell'accoglimento della domanda di risoluzione del contratto, secondo la disciplina codicistica, è necessario che l'inadempimento sia imputabile a titolo di dolo o di colpa e che lo stesso sia di non scarsa importanza nell'economia del rapporto (art. 1455 c.c.): debbono, pertanto, concorrere un elemento oggettivo e un elemento soggettivo. Quanto al primo aspetto va verificato, in relazione alle contrapposte deduzioni delle parti e comunque in base agli atti, se l'inadempimento sia tale da giustificare la richiesta di risoluzione e, a tal fine, occorre valutare l'intero comportamento tenuto dal debitore, desumibile dalla durata della mora e dal suo eventuale protrarsi, e potrà essere valutato anche il comportamento dell'inadempiente posteriore alla domanda di risoluzione in considerazione del fatto che l'unità del rapporto obbligatorio non consente una valuta, ne frammentaria della condotta dell'inadempiente.



 

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