Tribunale di Varese, 12.03.2012

Il paziente affetto da sclerosi laterale amiotrofica gode del diritto a comunicare le sue volontà, nonché del diritto a che le stesse siano rese effettive, nel senso che, in caso di impossibilità di accesso alle forme previste dalla Legge per beneficiarie di taluni diritti, siano introdotte misure per evitare l'impasse e, quindi, la discriminazione in base alla malattia. A tal fine il paziente può farsi sostituire dall'amministratore di sostegno, cui detta le proprie volontà avvalendosi del comunicatore oculare, in tal modo salvaguardando il diritto del medesimo a porre in essere i suoi atti personalissimi. Al contrario opinando e sostenendo che l'incapace non può farsi sostituire dall'amministratore nel porre in essere gli atti personalissimi, ne conseguirebbe l'accettazione, di fatto, della circostanza che i soggetti vulnerabili perdono, in concreto, quei diritti, in quanto non ne hanno più l'esercizio. In ogni caso trattasi di atti che debbono essere oggetto di specifico provvedimento autorizzatorio motivato e che devono trovare giustificazione nella volontà del beneficiario, come percepibile all'attualità o ricostruibile guardando al passato, ma che non possono essere negati per il solo fatto della infermità.



 

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