Tribunale di L'Aquila, 13.03.2012

In tema di contratto di prestazione d'opera intellettuale, la precisione della possibilità di "recesso ad nutum" del cliente contemplata dall'art. 2237, comma 1, c.c., non ha carattere inderogabile e quindi è possibile che, per particolari esigenze delle parti, sia esclusa tale facoltà fino al termine del rapporto. L'apposizione di un termine ad un rapporto di collaborazione professionale continuativa può essere sufficiente ad integrare la deroga pattizia alla facoltà di recesso così come disciplinata dalla legge. Pertanto, poiché in assenza di pattuizioni diverse o di giusta causa, l'apposizione di un termine finale determina in modo vincolante la durata del rapporto, nel caso di recesso unilaterale dal contratto da parte del committente, il prestatore d'opera ha il diritto di conseguire il compenso contrattualmente previsto, per l'intera durata del rapporto.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive