Tribunale di Tivoli, 14.03.2012

Una interpretazione costituzionalmente orientata delle norme sul danno porta ad individuare con certezza la fonte del danno non patrimoniale anche nell'art. 1218 c.c. (oltre che nell'art. 2058 c.c.). Del resto, se l'art. 1321 c.c. prevede che il contratto è il negozio giuridico con il quale le parti costituiscono, regolano o estinguono tra di loro rapporti giuridici patrimoniali, è altrettanto vero che l'art. 1174 c.c. sottolinea che l'interesse che il creditore deduce in obbligazione può essere di natura non patrimoniale. Ciò vuol dire che la mancata corrispondenza tra quanto il debitore fa (o non fa) e quanto il debitore avrebbe dovuto fare (o non fare), in base al contratto, può riverberarsi su momenti della vita del creditore non suscettibili di valutazione economica. Ne consegue che una volta individuato il riferimento normativo all'art. 1218 c.c. si palesa sufficiente provare - ai fini del nesso causale - l'avvenuto colposo inadempimento all'impegno preso con il contratto preliminare ex art. 1351 c.c..



 

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