Tribunale di Firenze, Sez. I, 20.03.2012

Deve pronunciarsi sentenza di assoluzione in merito all'imputazione per il reato di truffa, posto in essere dal prevenuto che con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, mediante artifici e raggiri consistiti nel richiedere alla società finanziaria l'emissione di due assegni a nome della fidanzata ed a sua insaputa, forniva a mezzo telefono i dati della stessa, apponendo firme apocrife sui titoli ed acquisendo la materiale disponibilità del denaro, inducendo in errore la finanziaria, procurandosi l'ingiusto profitto della somma complessiva degli assegni con corrispondente danno della vittima cui veniva addebitato l'importo corrispondente sulla propria linea di credito. Il mero racconto della p.o. non è sufficiente ai fini dell'accertamento della colpevolezza laddove il dipendente della società finanziaria confermi che l'emissione di assegni da parte di soggetti già clienti poteva effettuarsi anche telefonicamente, fornendo tutti i dati personali dell'interessato, per la cui identificazione non erano richiesti ulteriori accertamenti.



 

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