Tribunale di Firenze, Sez. II, 21.03.2012

In merito all'imputazione per il reato p. e p. dall'art. 14 del D.Lgs. n. 286 del 1998 perché il cittadino extracomunitario, senza giustificato motivo si intratteneva nel territorio dello Stato in violazione dell'ordine di espulsione emesso dal Questore, deve pronunciarsi sentenza di assoluzione perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato. A seguito della sentenza della Corte di Giustizia Europea, del 30 marzo 2011, è stato affermato che la direttiva del Parlamento europeo, 2008/115/CE, recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri, al rimpatrio dei cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare, deve interpretarsi nel senso che essa osta ad una normativa di uno Stato membro che preveda la reclusione dello straniero il cui soggiorno sia irregolare per la sola ragione che questi, violando l'ordine di lasciare il territorio dello Stato entro un determinato termine, vi permanga senza giustificato motivo. Ne deriva che il giudice del rinvio, incaricato di applicare le disposizioni del diritto europeo e di assicurarne la piena efficacia, deve disapplicare le disposizioni del D.Lgs. n. 286 del 1998 contrarie alle previsioni della direttiva 2008/115.



 

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