Tribunale di Roma, 22.03.2012

Il mediatore non risponde della solvibilità dell'acquirente procurato, poiché il primo risponde delle circostanze a lui note e non comunicate e di quelle che avrebbe dovuto conoscere con l'ordinaria diligenza e non è sostenibile che ciò implichi anche lo svolgimento di indagini sulla consistenza patrimoniale dei clienti procurati; solo nel caso in cui si sia di fronte a soggetti nei cui confronti il mediatore svolge abitualmente la propria attività professionale tale conoscenza può dirsi - a determinate condizioni - presupposta (nella specie la parte venditrice chiedeva che le venisse restituita dal mediatore la provvigione pagata, poiché la parte acquirente si era resa inadempiente rispetto alle obbligazioni assunte con la sottoscrizione di un contratto preliminare di compravendita).



 

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