Tribunale di Tivoli, 23.03.2012

Nel ribadire che il diritto alla salute è un bene incomprimibile, la cui protezione non può trovare alcuna limitazione, sotto il profilo risarcitorio, è rilevante e non manifestamente infondata la sollevata questione di legittimità costituzionale dell'art. 139 del D.Lgs. n. 209 del 2005 (Codice delle assicurazioni private) con riferimento agli artt. 2, 3, 24, 32, Cost. nonché del principio della ragionevolezza, nella parte in cui preclude l'integrale risarcimento del danno non patrimoniale (ivi compreso il danno morale) arrecato alla sfera giuridica del soggetto leso, predeterminandone ex lege l'ammontare massimo risarcibile, sì da creare una disparità di trattamento nel ristoro del danno in base al diverso elemento causativo del danno, ovvero un sinistro stradale o altro evento dannoso e precludendo un'adeguata personalizzazione del danno patito. Altrettanto rilevante e non manifestamente infondata è la questione di legittimità costituzionale dell'art. 139 del citato decreto legislativo con riferimento all'art. 76 Cost. per eccesso di delega, nella parte in cui prevede parametri di legge vincolanti l'entità del risarcimento del danno da sinistro nautico o stradale, non previsti dalla legge delega n. 229 del 2003.



 

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