Tribunale di Salerno, Sez. II, 30.03.2012

La "legitimatio ad causam" costituisce una condizione dell'azione, intesa come potere di ottenere una pronuncia giudiziale, sia essa favorevole o sfavorevole, in base alla prospettazione contenuta nell'atto introduttivo del giudizio, l'accertamento della titolarità attiva o passiva del rapporto giuridico dedotto in giudizio attiene al merito e, di conseguenza, se le questioni concernenti la legittimazione ad agire devono essere risolte sulla base della causa petendi esposta nell'atto introduttivo del giudizio, quelle riguardanti l'identificabilità o meno dell'attore o del convenuto quali titolare attivo o passivo del rapporto giuridico dedotto in giudizio, unitamente a quelle relative alla veridicità ed alla fondatezza della domanda, devono essere esaminate in relazione alle allegazioni tempestivamente articolate dalle parti ed agli elementi di prova complessivamente forniti nel corso dell'istruttoria.



 

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