Tribunale di Genova, Sez. II, 30.03.2012

Il diritto alla ragionevole durata del processo può essere fatto valere solo nei confronti dei soggetti espressamente indicati dalla Legge del 24 marzo 2001, n. 89. In relazione ai diritti predicati dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo (ratificata con Legge del 4.08.1955, n. 848) non esiste, infatti, un diritto inviolabile della persona, perché ad essi non spetta il rango di diritti costituzionalmente protetti: la Convenzione citata, pur essendo dotata di una natura che la distingue dagli obblighi nascenti da altri trattati internazionali, non assume il rango di fonte costituzionale, né può essere parificata, a tali fini, all'efficacia del diritto comunitario nell'ordinamento interno. Traendo la propria fonte da una norma di grado secondario, il diritto in questione non può perciò trovare una tutela più ampia di quella che la Legge gli accorda.



 

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