Tribunale di Terni, Sez. lavoro, 03.04.2012

La "vis attractiva" del foro fallimentare, estesa alle cause di lavoro dall'art. 24, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), inapplicabile alle sole domande di reintegra del dipendente illegittimamente licenziato, comporta, a norma dell'art. 52, co. 2, R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), che richiama i successivi artt. 93 e segg. l'assoggettabilità dell'accertamento dei crediti del lavoratore al procedimento di verifica dello stato passivo. In altri termini, le domande proposte dal lavoratore, una volta intervenuto il fallimento del datore di lavoro, devono essere proposte non dinanzi al giudice del lavoro, ma dinanzi al Tribunale fallimentare, il cui accertamento è l'unico titolo idoneo per l'ammissione allo stato passivo e per il riconoscimento di eventuali diritti di prelazione, sopravvivendo la giurisdizione del lavoro nella sola ipotesi dell' impugnativa del licenziamento.



 

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