Tribunale di Firenze, Sez. II, 03.04.2012

La norma di cui all'art. 6, D.Lgs. n. 286 del 1998 (T.U. immigrazione) mentre nel testo antecedente la riforma introdotta con la legge n. 94 del 2009, sanzionava il comportamento dello straniero che, senza giustificato motivo, non esibiva un documento di riconoscimento ovvero il permesso di soggiorno, all'attualità prevede l'applicazione della sanzione nel caso in cui lo straniero non esibisca al P.U. che gliene faccia richiesta un documento di identità ed il permesso di soggiorno. Il comportamento doveroso oggi voluto dalla legge, la cui violazione integra il reato, è, dunque, quello della esibizione del passaporto - o di altro documento di identità – e del permesso di soggiorno, prevedendosi per la punizione una situazione non di alternatività (la mancanza di uno dei due documenti richiesti), ma cumulabilità (la mancanza di entrambi i documenti) delle condotte. Ciò posto e rilevato il principio fondamentale del nostro ordinamento secondo il quale il legislatore non può pretendere un comportamento doveroso da parte di un soggetto che non ha la possibilità di adempiere al precetto, all'attualità la fattispecie incriminatrice di cui innanzi non può essere integrata dallo straniero clandestino, in quanto privo, per definizione, del permesso di soggiorno, il quale, pertanto, non potrà certamente esibire all'atto di una eventuale richiesta in tal senso.



 

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