Tribunale di Milano, 03.04.2012

Il testo dell'art. 19 della legge n. 300/1970 contiene la previsione, chiarissima e univoca, secondo la quale i diritti di cui Titolo III di quella stessa legge spettano esclusivamente ai sindacati che hanno stipulato il contratto collettivo applicato nell'unità produttiva. Pertanto, la pretesa della Fiom si sostanzia in una indebita interpretazione contra legem perché contraria al testo dell'invocata disposizione che, peraltro, ha già superato, più volte, il vaglio di costituzionalità. Né può essere rievocata la concezione di una rappresentatività sindacale presunta in base alla storia, al prestigio e alla tradizione. È vero che la Fiom ha firmato contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, ma o non sono più applicati perché disdettati o non sono normativi. Comportamento antisindacale non può essere quello consentito dalla legge. Se questa produce effetti perversi, questi possono essere eliminati soltanto da un'altra legge.



 

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