Tribunale di Brescia, 06.04.2012

Presupposto fondamentale per l'applicazione dell'art. 89, co. 2, D.P.R. n. 309/1990 (T.U. degli stupefacenti), è quindi rappresentato dalla tossicodipendenza, vale a dire da una condizione che, concettualmente e semanticamente, non può essere confusa con le differenti situazioni di mero uso (abituale o continuativo) ovvero di abuso di sostanze stupefacenti. Preme qui evidenziare come per la corretta definizione e valenza dei suddetti concetti ben possa, in assenza di specifica qualificazione normativa, farsi ricorso, come risulta in concreto avere fatto nel caso in esame lo stesso Sert di Brescia (che secondo i detti criteri ha diagnosticato "abuso" e non tossicodipendenza), ai parametri di classificazione del DSM-IV1 secondo i quali, in definitiva, la tossicodipendenza, a differenza dall'uso e dall'abuso, si caratterizza per la difficoltà che incontra (e che incontrerebbe) il tossicodipendente, pienamente consapevole degli effetti negativi dell'assunzione si stupefacenti, ad interrompere l'uso della sostanza. E' tale difficoltà, e con questa la forte dipendenza del tossicodipendente rispetto alla sostanza stupefacente, a determinare la necessità di un serio percorso terapeutico e, quindi, a giustificare lo speciale regime -da cui la necessità di stretta applicazione della norma ai casi specificatamente dalla stessa contemplati- di cui all'art. 89, co. 2, D.P.R. n. 309/1990 (T.U. degli stupefacenti).



 

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