Tribunale di Bologna, 10.04.2012

In merito all'imputazione per il reato di resistenza a P.U. per aver i prevenuti, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, in concorso tra loro, cercato di impedire all'agente di polizia il controllo che si apprestava a compiere, usando resistenza e specificamente sbarrando tutti gli accessi dell'alloggio, rifiutandosi di aprire la porta ed incatenandosi ad un marchingegno, deve pronunciarsi sentenza di assoluzione per insussistenza del fatto. Ai fini della configurabilità del reato di cui all'art. 337 c.p., è necessario il compimento di atti positivi di aggressione o di minaccia idonei ad impedire il compimento dell'atto dell'ufficio proprio del P.U. Le condotte di mera disobbedienza o resistenza passiva, sono invece inidonee ad arrecare allo stesso, impedimento od ostacolo.



 

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