Tribunale di Taranto, Sez. I, 11.04.2012

In materia di stupefacenti, elementi probatoriamente idonei per desumere la finalità di spaccio (che risultano, altresì, particolarmente apprezzabili allorché ricorrano congiuntamente e siano correlati tra loro) sono: sotto il profilo oggettivo, la quantità dello stupefacente (se è vero che dopo l'abrogazione referendaria è venuta meno l'illiceità penale per ogni detenzione, acquisto o importazione di stupefacente per uso personale indipendentemente dal dato quantitativo, è parimenti indubbio che, nella prassi quotidiana, tale elemento è tra gli indici oggettivi più affidabili soprattutto quando la quantità superi i limiti di applicabilità dell'art. 73 comma 5 del D.P.R. 309 del 1990 (T.U. Stupefacenti) il tempo, il luogo e la modalità della detenzione (ad esempio, è significativo che il soggetto sia stato visto dalla p.g. avere frequenti contatti con tossicodipendenti concretatasi nell'allontanarsi più volte con gli stessi in auto per poi ritornare sul posto in strade locali o altri luoghi abitualmente teatro di attività di spaccio); la modalità di confezionamento e la presenza di strumentazione atta al confezionamento; la buona qualità e la presenza di diversi tipi di stupefacenti; il possesso di denaro in quantità rilevante ed in banconote di diverso taglio; il possesso di oggetti sintomatici di pagamenti avvenuti (quali monili d'oro, radio, documenti d'identità o assegni di terze persone, stante la prassi di pagare con oggetti rubati o di lasciare gli oggetti in garanzia dello stupefacente acquistato a credito); il rinvenimento di conteggi o di contabilità. Sotto il profilo soggettivo, rilevano, invece, l'assenza di attività lavorativa, la verifica delle condizioni sanitarie dell'imputato e l'eventuale condizione di tossicodipendenza.



 

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