Tribunale di Milano, Sez. VII, 11.04.2012

Il depositario, responsabile in caso di avaria, deterioramento o distruzione della cosa depositata, si libera dall'anzidetto profilo di responsabilità unicamente provando, non tanto di aver usato, nella custodia del bene, la diligenza del buon padre di famiglia prescritta dall'art. 1768 c.c., bensì, ex art. 1218 c.c., che l'inadempimento sia derivato da causa a lui non imputabile, da intendersi anche come eventi naturali suscettibili di incidere negativamente sulla esecuzione della prestazione, quali il caso fortuito, corrispondente al concetto di fatalità, e la forza maggiore. In ambo i casi, tuttavia, è necessario il contestuale ricorso di due ulteriori condizioni, ovvero che l'evento presenti le caratteristiche della imprevedibilità ed inevitabilità, tale da poter essere considerato come causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l'evento, e che il debitore abbia predisposto le misure di prevenzione adeguate e le cautele necessarie a fronteggiare l'evento.



 

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