Tribunale di Bari, Sez. II, 13.04.2012

L'imputazione per i reati di falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e truffa, per aver il prevenuto falsamente attestato nell'autocertificazione sulla ricetta presentata al Centro di Prenotazione della Asl, di possedere un reddito relativo al proprio nucleo familiare inferiore al limite di reddito per esenzione prescritto dalla legge e per aver in tal modo, con artifizi e raggiri, indotto in errore la Asl, procurandosi l'ingiusto profitto del mancato pagamento dell'importo corrispondente al ticket dovuto, cagionando un danno patrimoniale all'Ente Pubblico, deve diversamente qualificarsi ai sensi dell'art. 316-ter c.p., come indebita percezione di erogazioni ai danni dello Stato. Tale fattispecie è integrata, difatti, dall'indebita percezione delle erogazioni pubbliche di natura assistenziale tra le quali rientrano quelle concernenti le esenzioni del ticket per prestazioni sanitarie ed ospedaliere rientrando nel concetto di conseguimento indebito di una erogazione pubblica tutte quelle attività di contribuzione ascrivibili a tali enti, non soltanto attraverso l'elargizione precipua di una somma di denaro ma pure attraverso la concessione dell'esenzione dal pagamento di una somma agli stessi dovuta, in quanto anche in tal caso il richiedente ottiene un vantaggio ed un beneficio economico che viene posto a carico della comunità.



 

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