Tribunale di Torino, Sez. lavoro, 13.04.2012

Il fatto che, per una serie di ragioni, numerosi lavoratori si trovino senza un'adeguata forma di rappresentanza ''di prossimità'' nel luogo di lavoro non consente al giudice, che è soggetto soltanto alla legge (comma 2, art. 101 Cost.), di riscrivere l'art. 19 della legge n. 300/1970. Questa disposizione, nel testo risultante dalle modifiche referendarie del 1995, riconosce il diritto a costituire rappresentanze sindacali aziendali (non che potrebbe stipulare) ma che ha stipulato il contratto collettivo applicato nell'unità produttiva. La tesi contraria, che vorrebbe desumere la rappresentatività anche da altri indici, sarebbe paradossale perché non tiene conto di ciò che il sindacato che non ha firmato il contratto resta, comunque, escluso dalla fondamentale attività di rinegoziazione del contratto collettivo. Del resto, i giudici costituzionali hanno già escluso che la previsione da parte della legge di criteri che limitino il riconoscimento della rappresentatività in funzione dell'avvenuta stipulazione del contratto collettivo non limita la libertà sindacale coartandola, ma pone un'alternativa consistente in una valutazione di convenienza comune alla stipulazione di ogni contratto. Né avrebbe senso sollevare questione di legittimità costituzionale, posto che tale questione sarebbe risolta nel senso che è manifestamente infondata quando non sia inammissibile, la sua soluzione dovrebbe, se mai, essere ricercata in ambito intersindacale o in sede legislativa.



 

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