Tribunale di Udine, 16.04.2012

L'art. 67, terzo comma, lett. b), R.D. n. 267/1942 (legge fallimentare), in tema di revocatoria di rimesse in conto corrente bancario, costituisce una eccezione alla generale previsione del comma precedente, che prevede la possibilità di fare dichiarare inefficaci nei confronti della procedura i pagamenti di debiti liquidi ed esigibili, mentre non introduce una autonoma previsione di revocatoria avente ad oggetto le rimesse in conto corrente; di conseguenza, anche nella disciplina riformata della revocatoria fallimentare, affinché una rimessa possa essere qualificata come astrattamente revocabile è necessario che sia affluita su conto corrente passivo e non affidato, ovvero affidato ma scoperto, perché in caso contrario essa non incide sulla "esposizione debitoria" del correntista nei confronti della banca ed assume natura meramente ripristinatoria della provvista correlata al fido.



 

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