Tribunale di Terni, 16.04.2012

Le diverse modalità di determinazione del compenso del commissario giudiziale, previste dai primi 2 commi dell'articolo 5 del D.M. n. 30/2012 a seconda che si tratti o meno di concordati preventivi liquidatori, determinano una ingiustificata disparità di trattamento tra soggetti chiamati a svolgere le medesime attività, prevalentemente di verifica e controllo, a prescindere dal modello di piano adottato dal debitore ex articolo 160, legge fallimentare, R.D. n. 267/1942, mentre il criterio che ancora il compenso all'attivo realizzato dalla liquidazione è giustificabile piuttosto per la figura del liquidatore nominato ai sensi dell'articolo 182, come previsto dal terzo comma del citato articolo 5 del D.M. n. 30/2012 in ragione della diversa e specifica attività che lo stesso è chiamato a svolgere.



 

Giurisprudenza correlata

 

Argomenti correlati

Informazioni aggiuntive