Tribunale di Roma, Sez. II, 16.04.2012

L'opposizione avverso il decreto ingiuntivo non costituisce azione d'impugnazione della validità del decreto stesso, ma introduce un ordinario giudizio di cognizione diretto ad accertare la fondatezza della pretesa fatta valere dall'ingiungente opposto (che assume la posizione sostanziale di attore) e delle eccezioni e delle difese fatte valere dall'opponente (che assume la posizione sostanziale di convenuto). Sicché, mentre l'opposto non può proporre domande diverse da quella fatta valere con l'ingiunzione, all'opponente è dato di proporre con l'atto di opposizione le eventuali domande riconvenzionali e di integrare la propria difesa, rispetto alla pretesa fatta valere dall'ingiungente, nello sviluppo del processo, proponendo eccezioni nuove fino alla rimessione della causa al collegio e perfino in appello.



 

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